La banalità del male.

“I servitori del male non hanno la grandezza dei demoni : sono dei grigi burocrati, dei tecnici; si somigliano e ci somigliano”

Da sempre conviviamo con il male : la guerra, le stragi, la violenza. Conviviamo con il male, pensando che non ci appartenga, che sia dovuto a una causa esterna, che non sia prodotto da noi. Eppure la guerra, la bomba atomica, la violenza, sono “invenzioni” umane. Il male è tutto ciò che non è bene, tutto ciò che porta alla sofferenza di un altro essere vivente o allo squilibrio del proprio stato fisico e psichico. Da sempre l’uomo, a differenza degli altri esseri viventi, grazie allo sviluppo della razionalità, ha pensato a come evitare di danneggiare il prossimo sviluppando così le convinzioni ed i divieti morali. Ma nonostante l’istituzione di leggi che hanno dato una sanzione giuridica a tali convinzioni e divieti , l’uomo continua a praticare il male. L’uomo sa che non deve farlo, eppure continua. Perché? “

Ricordo che quando ero alle elementari ,gli insegnanti ci portarono in gita a Sant’Anna di Stazzema dove la mattina del 12 agosto del 1944 è stato compiuto uno dei più atroci massacri da parte delle forze nazi-fasciste. Esse, ormai in ritirata,in quanto gli americani stavano liberando l’Italia, hanno sfogato la propria rabbia su innocenti. Quella mattina del 12 agosto sono morte 560 persone, tra cui 120 bambini, il più piccolo aveva solo 6 giorni. Abbiamo assistito al racconto di uno dei sopravvissuti, Enio, all’epoca un ragazzo di sei anni, ci ha raccontato che quella mattina ha visto fucilare i suoi parenti, i suoi amici; li ha visti radunare nella Chiesa di Sant’Anna e dare loro fuoco. Sono ancora visibili i proiettili nei muri delle abitazioni,un girotondo di figure in cartone raffiguranti bambini si trovano nella piazza davanti la Chiesa, dove un tempo essi giocavano; la cittadina è deserta, il tempo si è arrestato a quella mattina del 12 agosto 1944. Ci sono luoghi in cui il tempo si è fermato in un preciso momento, in un determinato giorno. Una strage. Una delle tante della Storia. Il passato non si cancella. Anche se qualcuno lo vorrebbe. Si cerca di infangare, distruggere, depistare ma il passato non si cancella e, prima o poi, riaffiora mettendoci di fronte alla realtà. Nel 2005 a La Spezia si è celebrato il processo contro i criminali di guerra per la strage di Sant’Anna di Stazzema, un generale ha dichiarato : “Ero consapevole che una simile fucilazione era proibita. Ma non avevo scelta: un ordine è un ordine”.

Partendo dall’evento più eclatante del male del mondo, la Shoah, ho elaborato un profilo psicologico dell’origine del male. La shoah messo in atto da Hitler attraverso la “soluzione finale” è stato uno degli atti più violenti e al tempo stesso incomprensibile della storia umana. Pensandoci adesso, ci sembra assurdo che milioni di ebrei, bambini, vecchi e donne siano stati uccisi brutalmente, solo perché così stabilito da Hitler. Perché nessuno ha cercato di impedirlo? Perché ci sono stati così tanti fedeli a un regime totalitario e praticante tale violenza? Per cercare di capire come sia stato possibile, ho analizzato la figura di uno dei massimi responsabili organizzativi della shoah, Eichmann, padrone della vita e di morte di milioni di persone, colui che materialmente convogliava gli ebrei a Auschwitz. Fuggito prima del processo di Norimberga del 1945-46, si è rifugiato in Argentina pensando di gettarsi il passato alle spalle e di poter tornare un giorno nella sua Germania. Nel 1962 i servizi israeliani lo hanno catturato e portato a Gerusalemme, dove è stato processato come criminale di guerra. La cosa che più ha sbalordito è che Eichmann non era un pazzo, era una persona totalmente normale. Una mezza dozzina di psichiatri lo aveva dichiarato normale e uno di questi, si dice, lo aveva dichiarato addirittura : “più normale di quello che sono io dopo che l’ho visitato” . Il suo atteggiamento nei confronti della moglie, del padre, gli amici non solo era “normale” ma anche “ideale”. Il cappellano che lo visitò in carcere dopo che la Corte Suprema ebbe finito di discutere l’appello, assicurò a tutti che Eichmann aveva “idee quanto mai positive”. In base al sistema giuridico nazista egli non aveva fatto niente di male; perché le cose di cui era accusato non erano crimini ma azioni di Stato. Ha dichiarato solo di aver ubbidito agli ordini. La stessa Hannah Arendt, nell’opera “ La banalità del male” descrive Eichmann come l’incarnazione della banalità assoluta del male. Hannah Arendt afferma : “La mia opinione è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua “banalità”… solo il bene ha profondità e può essere integrale.” Tre mesi dopo l’inizio del processo, uno psicologo americano, Stanley Milgram, ha eseguito un esperimento per cercare di capire come sia stato possibile e dare una risposta al caso Eichmann. E’ possibile che avesse agito solo per obbedire agli ordini?

I partecipanti alla ricerca furono reclutati tramite un annuncio su un giornale locale, il campione risultò composto da persone fra i 20 e i 50 anni, maschi, di varia estrazione sociale. Nella fase iniziale della prova, lo sperimentatore, assieme a un collaboratore complice, assegnava con un sorteggio truccato i ruoli di “allievo” e di “insegnante”: il soggetto ignaro era sempre sorteggiato come insegnante e il complice come allievo. L’insegnante era posto di fronte al quadro di controllo di un generatore di corrente elettrica, composto da 30 interruttori a leva posti in fila orizzontale, sotto ognuno dei quali era scritto il voltaggio, dai 15 V del primo ai 450 V dell’ultimo. Sotto ogni gruppo di 4 interruttori apparivano le seguenti scritte: (1–4) scossa leggera, (5–8) scossa media, (9–12) scossa forte, (13–16) scossa molto forte, (17–20) scossa intensa, (21–24) scossa molto intensa, (25–28) attenzione: scossa molto pericolosa, (29–30) All’insegnante era fatta percepire la scossa relativa alla terza leva (45 V) in modo che si rendesse personalmente conto che non vi erano finzioni e gli venivano precisati i suoi compiti come segue:

  •  Leggere all’allievo coppie di parole, per esempio: “scatola azzurra”, “giornata serena”;
  • Ripetere la seconda parola di ogni coppia accompagnata da quattro associazioni alternative, per esempio: “azzurra – auto, acqua, scatola, lampada”;
  • Decidere se la risposta fornita dall’allievo era corretta;
  • In caso fosse sbagliata, infliggere una punizione, aumentando l’intensità della scossa a ogni errore dell’allievo.

Quest’ultimo veniva legato ad una specie di sedia elettrica e gli era applicato un elettrodo al polso, collegato al generatore di corrente posto nella stanza accanto. Doveva rispondere alle domande, e fingere una reazione con implorazioni e grida al progredire dell’intensità delle scosse (che in realtà non percepiva), fino a che, raggiunti i 330 V, non emetteva più alcun lamento, simulando di essere svenuto per le scosse precedenti. Lo sperimentatore aveva il compito, durante la prova, di esortare in modo pressante l’insegnante: “l’esperimento richiede che lei continui”, “è assolutamente indispensabile che lei continui”, “non ha altra scelta, deve proseguire”. Il grado di obbedienza fu misurato in base al numero dell’ultimo interruttore premuto da ogni soggetto prima che quest’ultimo interrompesse autonomamente la prova oppure, nel caso il soggetto avesse deciso di continuare fino alla fine, al trentesimo interruttore. Soltanto al termine dell’esperimento i soggetti vennero informati che la vittima non aveva subito alcun tipo di scossa.

Dunque Milgram con questo esperimento ha dimostrato che l’ubbidienza a un’autorità è più forte del precetto morale di non fare del male. Nessuno si è tirato indietro all’esperimento, ed è stato osservato che molti candidati hanno inferto alla vittima scosse molto alte, sebbene il soggetto manifestasse dolore. Eppure si trattava di persone scelte casualmente con degli annunci sul giornale, le quali non manifestavano alcun problema psichico. Com’è possibile che l’uomo, l’essere al mondo più evoluto, possa commuoversi di fronte a un bel film, ma non provare assolutamente niente di fronte alla sofferenza di un altro essere se ciò è dovuto da un ordine?

“Da quando in qua obbedire agli ordini è male? Da quando ribellarsi è una virtù?”

Ironicamente Arendt commenta quanto compiuto dai criminali nazisti utilizzando queste espressioni, non per giustificare quanto successo, ma per sottolineare il fatto che essi abbiano semplicemente ubbidito a degli ordini. Il regime totalitario è così efficace da far sì che l’individuo non abbia più una propria coscienza e inoltre, cosa ancora più importante, non rifletta sugli effetti delle proprie azioni, semplicemente obbedisce a degli ordini. Continua Hannah Arendt dicendo che non è tanto il nazista sadico o fanatico che è da tenere sotto sorveglianza, quanto è l’uomo massa, il “buon padre di famiglia”, che in date condizioni, se messo in difficoltà, è capace di compiere gesta atroci, dal momento che agisce, ed è del tutto convinto di agire, nell’ambito dei suoi doveri professionali. “ I servitori del male non hanno la grandezza dei demoni : sono dei grigi burocrati, dei tecnici; si somigliano e ci somigliano”.

Di fronte a omicidi e violenze scrutiamo i volti perplessi pensando che la cosa non ci riguardi, e pensando che non ci interessi. L’affermazione è rassicurante, ma sbagliata. La maggior parte delle persone che compiono omicidi o atti anomali non sono pazzi o geneticamente modificati, sono perfettamente umani e questo è l’aspetto più inquietante. La banalità è insita in ognuno di noi e il suo condizionamento è più forte di quanto non si pensi.

di Federica Mansani.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...