L’Olimpo inconscio

A spasso tra i segreti della Mitopsicologia

Miei cari lettori, eccoci di nuovo insieme: oggi vi chiedo di rispolverare il tanto odiato greco studiato al liceo e di seguirmi tra gli oscuri meandri della mitologia greca. Ricordate Hercules di Walt Disney? Ebbene, immaginate che gli dei e le dee dell’Olimpo stiano tessendo i loro intrighi comodamente “seduti” sugli Archetipi del vostro Inconscio! Non mi credete? Vi stupirò…

Con “mitopsicologia” si intende un’interpretazione del mito in chiave psicoanalitica, ovvero, considerandolo come rappresentazione di archetipi di personalità e comportamento. Secondo la Psicoanalisi, il nostro inconscio è costituito da strutture o “immagini primordiali”, che il grande Carl Gustav Jung ha definito Archetipi: in essi sono racchiusi istinti, pulsioni, tensioni positive e negative assieme. A partire dal simbolismo di queste “immagini interiori” della psiche, scopriamo che le divinità greche ne incarnano i modelli archetipici: il nostro inconscio, secondo la mitopsicologia, risulta essere un vero e proprio affollamento di dei e dee dell’Olimpo!

Ecco i modelli archetipici femminili:

Dee vergini invulnerabili: rappresentano le qualità dell’indipendenza e dell’autosufficienza, si realizzano da sole, senza necessitare dell’appoggio di altri. Il termine “vergine”, nell’accezione psicologica, significa “donna che basta a se stessa”, che sia moglie, madre o meno.

  • Artemide (Diana): Dea della Caccia, personifica lo spirito femminile indipendente, ostinato ed esploratore, è la donna competitiva e distante emotivamente.
  • Atena (Minerva): Dea della Saggezza e dei Mestieri, rappresenta la donna razionale, abile stratega, pratica e concreta, manca però di empatia.
  • Estia (Vesta): Dea del Focolare, avvertita a livello spirituale come fuoco sacro che protegge, rappresenta il senso di purezza, completezza e verità, si concentra sull’esperienza interna e la contemplazione, ama la solitudine.

Dee vulnerabili: trovano la piena realizzazione di sé solo con altre persone, sono dipendenti dal rapporto con l’altro, rappresentano i ruoli tradizionali di moglie, madre e figlia.

  • Era (Giunone): Dea del Matrimonio, moglie fedele di Zeus (da lui tradita molte volte, preferiva rivolgere la sua ira verso gli amanti del marito che verso lui stesso), rappresenta la donna che ricerca prestigio, onorabilità e realizzazione personale attraverso il matrimonio e per questo rimane moglie nella buona e nella cattiva sorte.
  • Demetra (Cerere): Dea delle Messi, nutrice (madre di Persefone), rappresenta l’istinto materno, la donna che prova soddisfazione nel curare e accudire gli altri, è madre generosa, ma anche distruttiva (alimenta dipendenza).
  • Persefone (Proserpina): Dea degli Inferi, aveva anche un altro nome, Kore (“fanciulla che ignorava chi fosse”), rappresenta l’integrazione dei due aspetti, fanciulla e regina degli inferi, nella personalità. Ricettiva verso gli altri, è la donna debole di carattere che tende ad essere obbediente e attenta.

Dea alchemica: Afrodite, Dea dell’Amore e della Bellezza, incarna entrambe le categorie soprastanti, in quanto rappresenta la trasformazione da dea vergine a dea vulnerabile sulla base della presenza o meno dell’uomo, è la donna creativa e sensuale, ma è anche la donna incapace di valutare le conseguenze di un attaccamento non corrisposto.

…Ed ecco i modelli archetipici maschili:

Archetipo del padre:

  • Zeus (Giove): Dio dell’Olimpo e del Cielo, padre (sia distruttivo sia affettuoso) e seduttore, esprime potere, autorità e volontà, è l’uomo intraprendente e ambizioso, un vero capo, ma è “troppa testa” e “poco cuore”.
  • Poseidone (Nettuno): Dio del Mare, padre e seduttore, rappresenta l’inconscio puro, gli istinti personali rimossi, è l’uomo di profonde e intense emozioni, ambizioso ma privo di strategia, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, deve però tenere a bada le proprie emozioni distruttive (rabbia, vendetta).
  • Ade (Plutone): Dio del Mondo Sotterraneo, rappresenta la discesa metaforica nei nostri traumi, desideri e paure, è l’uomo introverso che si adatta al mondo esterno pur rimanendo fedele alla propria interiorità, può diventare un disadattato a livello sociale.

Archetipo del figlio:

  • Apollo: Dio del Sole, è intelletto, volontà, ordine.
  • Ermes (Mercurio): Messaggero degli Dei, è inventiva, comunicazione, ma anche furbizia e inganno.
  • Ares (Marte): Dio della Guerra, è reazione appassionata, intensa e coraggiosa, ma anche violenta.
  • Efesto (Vulcano): Dio della Fucina e delle Fiamme, è il fuoco represso delle emozioni, artigiano creativo e solitario.
  • Dioniso (Bacco): Dio del Vino e dell’Estasi, è l’istinto contrastante, l’intrecciarsi degli opposti, è l’eterno adolescente e il sognatore.

Tutte queste “divinità archetipiche” sono presenti in noi ed è importante riconoscerle e accettarle, per integrarne gli aspetti positivi. A questo punto è lecito chiedervi…avete individuato il vostro “dio prevalente”?

Articolo di Sara Cremonini

 

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