Psicologi per i popoli, psicologi per la vita.

Case rase al suolo. Strade che diventano fiumi. E tanta gente che soffre. Di cosa sto parlando? Di quelle emergenze che ti sconvolgono, all’improvviso, portandoti via i tuoi cari, la tua abitazione, la tua città, la tua vita.

Ma tu, lettore che hai vissuto una situazione del genere, lettore il cui migliore amico o parente è stato coinvolto in una catastrofe, lettore che hai semplicemente sentito la notizia alla tv, ricorda: NON SEI SOLO.

Sono molte, anche se forse non abbastanza, le associazioni di volontariato che si attivano per aiutare le popolazioni coinvolte in terremoti, maremoti, alluvioni. A raccontarlo è la dott.ssa Donatella Galliano, psicologa e psicoterapeuta, presidente dell’associazione “Psicologi per i popoli” di Cuneo e vicepresidente di “Psicologi per i popoli Federazione”, in un’intervista rilasciata a Swift Brains.

Quando è nata la vostra associazione e di cosa vi occupate?

“Psicologi per i popoli” è un’associazione che è stata riconosciuta a livello nazionale nel 2006, anche se già attiva dagli anni 1999/2000. È stato il primo nucleo sanitario a crearsi in Italia nell’ambito nella protezione civile e l’unico ad essere riconosciuto da essa a livello nazionale. Originariamente era composto da psicologi professionisti, a cui adesso si sono affiancati altri operatori, quali medici, infermieri, veterinari, tutti attivi nelle situazioni di emergenza. Ci occupiamo, appunto, di numerose attività finalizzate alla protezione civile, ma siamo attivi anche in molti altri settori psicosociali. Inoltre, abbiamo una stretta collaborazione con il Ministero degli Interni di Roma, il quale ci contatta nei casi di persone scomparse e disperse; lavoriamo insieme a molte forze dell’ordine, con “Chi la visto?”, e non solo. Ma il nostro lavoro più grande è stato realizzato quando ci fu il terremoto dell’Aquila nel 2009 : ci accorgemmo che non erano tanto gli ospedali a essere necessari (l’Italia, essendo un Paese piccolo, offre ottimi servizi solo spostandosi per pochi chilometri), quanto quei servizi che ti aiutano a capire “la vita va avanti”; c’erano donne incinte che avevano bisogno di cure, bambini che andavano seguiti, persone che dovevano seguire terapie farmacologiche essenziali (i cosiddetti “salva vita”). Ed ecco che abbiamo creato il PASS, Posto di Assistenza Socio-Sanitaria, la cui figura prioritaria è lo psicologo; infatti, mentre il 118 è stato necessario per le prime 72 ore, noi psicologi siamo rimasti nel campo per mesi.

Quali sono i disturbi psicologici più comuni nelle emergenze (quali terremoti, alluvioni, maremoti…)?

Generalmente, le persone hanno paura, sviluppano shock, ansia, insonnia; nei bambini spesso torna l’enuresi notturna; in molte persone si riattivano vecchi lutti, che erano già stati chiusi completamente o in parte; molti mostrano sintomi di dissociazione (per esempio, straparlano) o attacchi di panico. Nell’80% dei casi i disturbi si risolvono in modo naturale; altri, invece, sviluppano il disturbo post-traumatico da stress. La cosa importante da fare in quel momento è prevenire, per evitare che in futuro si crei una depressione cronica. È importante stare molto attenti alla diagnosi perché, in una situazione di tale intensità, le persone sembrano avere molte più patologie di quelle che andranno realmente a sviluppare.

Quanto le persone si fanno aiutare?

Le persone sono molto felici di avere qualcuno vicino, qualcuno che fa loro compagnia, che li aiuta a riflettere sul futuro e riiniziare a vivere. Siamo vicini a loro anche quando devono tornare nelle loro case distrutte per cercare di recuperare gli oggetti a loro più cari; li accompagniamo nelle loro vecchie abitazioni insieme ai vigili del fuoco, i quali svolgono la parte tecnica e sono molto lieti di aver vicino anche uno psicologo che sostenga la persona in questo percorso difficile. Ma le scene più drammatiche hanno luogo negli obitori, dove devono essere riconosciute le salme; la nostra presenza aiuta molto in queste “pratiche” sconvolgenti. Talvolta, ci sono persone che ti urlano contro o insultano perché presi dallo shock e dal panico; ma poi dopo poco si riavvicinano a noi e si sentono meglio, perché capiscono che non sono soli.

Cosa provate mentre agite nelle emergenze? Che effetto fa stare tra così tanta gente che soffre e in una città che non sembra più essere una città?

Essendo anche noi soccorritori delle persone, proviamo un’infinità di emozioni; ma abbiamo degli strumenti in più per sostenerle: andiamo nel luogo con un solido bagaglio di formazione, esperienze, vissuti; quindi, è vero che l’aspetto cognitivo regola l’aspetto emotivo. Ma, soprattutto, non ci sentiamo mai soli: facciamo parte di una squadra, composta da professionisti allenati a lavorare insieme e pronti ad aiutarsi l’un l’altro. A differenza del medico che, per sopravvivere in tali emergenze, deve credere che colui a cui sta facendo la rianimazione è un “burattino”, non un umano, altrimenti sarebbe troppo drammatico, lo psicologo deve calarsi nell’emotività e nella sofferenza altrui; ma, come detto sopra, ne abbiamo gli strumenti. In particolare noi psicologi d’emergenza dobbiamo avere una conoscenza di tutte le forme di psicologia, perché ci troviamo di fronte a casi e persone gli uni diversi dagli altri. Siamo anche coloro che devono sostenere gli altri soccorritori nel loro lavoro. Ma la cosa che più ci aiuta in tutto ciò che facciamo è il fatto che ognuno di noi, agli occhi delle persone disperate e distrutte, diventa un angelo: un angelo venuto per aiutarti.

Un grazie alla dott.ssa Galliano per la sua disponibilità e per averci fatto capire che INSIEME NON SIAMO MAI SOLI.

Sito dell’associazione: http://www.psicologiperipopoli-cuneo.it/

Rivista nazionale: http://www.psicologiperipopoli-cuneo.it/rivista/

Gruppo volontari PxP 2
Gruppo di volontari di psicologi per i popoli; dietro il loro camper che è stato acquistato grazie alla donazione di cittadini di un paese vicino Cuneo, come dono per il loro splendido lavoro all’Aquila.

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Schema dell'unità sanitaria (PASS)
Schema dell’unità sanitaria (PASS)
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Gruppo di volontari di Psicologi per i Popoli

Di Alice Ridulfo

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