La leggenda del P.I.D…PAUL is dead

Oggi vi vogliamo raccontare una storia strana, quasi fantasiosa, ma appunto perchè strana e fantasiosa essa diventa una leggenda metropolitana che lascia senza fiato. Questa è la storia di uno zombie vivente che nel nostro caso suona e canta, e lo fa anche piuttosto bene. Questa è la storia della presunta morte di Paul Mccartney.

La leggenda prende il via la sera del 12 ottobre del 1969, quando il disc jockey Russel Gibb riceve una strana telefonata da un ascoltatore di nome Tom , che dice di aver analizzato i dischi e le canzoni dei Beatles e di essere arrivato a una scoperta clamorosa: l’anima dei Beatles Paul Mccartney sarebbe morto tre anni prima in un incidente stradale e opportunamente sostituito con un sosia. La notizia è un lampo, fa il giro degli Usa e arriva fino ai giornali più importanti, che la trasmettono in tutto il mondo.

Ora, questa è una strana storia e non diciamo che ci crediamo veramente, ma da lì in poi inizia una “caccia” ai presunti indizi della morte in segreto del bassista inglese, che porta i suoi frutti perchè i fans più accaniti  trovano una miriade di indizi, quasi infiniti.

Ma andiamo per gradi. Mccartney sarebbe morto il 9 novembre del 1966 dopo aver litigato con gli altri tre Beatles, in sala prove, ed essere ripartito con la sua Aston Martin a tutta velocità. Per strada Paul incontra Rita e le offre un passaggio. Rita è una ragazza con tantissimi problemi, è scappata di casa ed è rimasta incinta, raccontando la sua storia distrae Paul che è alla guida e che sbanda.  Rita muore, Mccartney anche.

La notizia raggiunge John Lennon, Ringo Star e George Harrison che, dopo un primo momento di sconforto, capiscono che la situazione è seria. L’anno è il 1966, siamo in piena Beatlesmania, i “Fab Four” fanno concerti in tutto il mondo dove la gente strilla così forte che non li si sente neppure suonare, come si fa senza un “genio musicale” come Paul Mccartney? L’ idea viene al manager Brian Epstein, ed era semplice: non dire niente dell’ incidente e della morte, sostituire Paul e continuare come se non fosse accaduto niente. Ora, lo ripetiamo, la storia è strana, perchè a sostituire Paul viene scelto un poliziotto Canadese, tale William Campbell, che attraverso chirurgia estetica viene reso il più possibile uguale al “vero” Mccartney. Il caso volle che i Beatles smettessero di fare concerti dal vivo, per molti perchè avevano deciso di cambiare repertorio e stanchi di tournèè infinite, per i sostenitori del “PID” invece  perchè non volevano far vedere il “nuovo” Paul, che differiva da quello originale in molti aspetti.

Fino a qui molti ci prenderebbero per matti, ma Agatha Christie diceva che “un indizio è un indizio, due sono una coincidenza, ma tre indizi iniziano ad essere una prova” . Noi di indizi ne abbiamo una valanga, in alcune copertine dei loro dischi i Beatles rappresentano Paul  in maniera diversa da loro (di spalle ad esempio), come ad indicare che il “vero” Paul non è più tra loro. Ancora, nella copertina “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” viene raffigurata una bambolina che siede sopra una TV spenta(come ad indicare che la notizia fu tenuta segreta ai media)  che tiene in mano un guanto da automobilista sporco di sangue e per di più mancino( Paul morì in un incidente stradale ed era mancino). Sullo stesso disco se si prende uno specchio e lo si poggia in modo tale che tagli a metà la scritta Lonely Hearts, ecco che si formano due frasi: “1 One 1” e “He Die“.I tre 1 indicherebbero i tre superstiti e He Die, grammaticalmente scorretto, significherebbe lui muore, con una freccia che punta verso Paul.  Nelle immagine interne all’ album, Paul figura con un polsino al braccio recante la scritta OPD(Officialy Pronounced Dead),cioè dichiarato ufficialmente morto. Il brano “A Day in the Life” canta proprio la storia dell’ incidente di Paul, invece nell’ album Magical Mistery Tour in alcune canzoni, se ascoltate bene, si sente una voce pronunciare “Ha, ha Paul is Dead“. In  un’altra ancora invece, nella parte finale, si sente Lennon dire cose senza senso  che, ascoltate al contrario, suonerebbero come “Paul is dead man, miss him miss him” e cioè “Paul è morto, mi manca, mi manca” . Altre frasi, sempre pronunciate da Lennon, come “I buried Paul” che tradotto sarebbe “Ho sepolto Paul“. Infine citiamo l’ album Abbey Road dove i tre Beatles attraversano le strisce pedonali con un certo andamento mentre Paul è fuori tempo, per giunta  scalzo( i morti spesso sono sepolti scalzi) e con una sigaretta sulla mano destra, mentre il “vero Paul” è mancino. Infine sulla stessa copertina troviamo un maggiolino con la targa LMW e 28IF dove la prima parte indicherebbe Linda Mccarteney Widowed e cioè Linda Mccartney è vedova, mentre la seconda scritta indicherebbe ” 28se” , cioè se Paul fosse vivo avrebbe avuto 28 anni. Insomma questi sono solo alcuni indizi rintracciabili, basta farsi un giro per il web per perdersi fra canzoni subliminali e copertine cervellotiche. La verità salterà fuori quando il “vero Paul” morirà davvero per il corso naturale della vita.

Lasciatemi concludere con un pensiero: non so quanti Mccartney abbiamo conosciuto a livello musicale ma se ce ne sono stati due,  io li ho amati entrambi.

Articolo di Raffaele Giachini

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