Quando la sevizia è un gioco: l’incoscienza alle base di nuovi valori?

Freud ci ha insegnato che l’inconscio cerca di prevalere sulla coscienza in tutti i modi ma difficilmente ci riesce.

Purtroppo però quelle poche volte che succede è davvero drammatico e l’evento di mercoledì ne è la testimonianza: un ragazzo di 14 anni è stato seviziato con un tubo di aria compressa perchè era “grasso“.

All’idea di questa scena negli esseri umani razionali esce una grande rabbia perché ci si domanda se in una società che va avanti è possibile essere ancorati ancora ad assurdi pregiudizi. Se poi si aggiunge il commento irragionevole dei parenti dell’aggressore oppure del titolare dell’autolavaggio,che  parla di un “gioco innocente“, la rabbia si trasforma in perplessità.

È possibile che ad un gesto cosi brutale si tenti una disperata giustificazione? Si può ancora avere il coraggio di parlare dopo un simile gesto? La società ancora una volta mostra le crepe di un sistema di valori ormai distrutto e le vittime sono gli esseri indifesi, i famosi “diversi“, che vengono isolati e disprezzati ma che a volte sono migliori rispetto a questa massa amorfa di gente senza una coscienza.

Augurandoci una “punizione esemplare” richiesta dai parenti della vittima, si spera che questa società possa trovare un rimedio alla delinquenza e possa rimettere al primo posto il “common sense“.

Articolo di Luca Fortunato

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