Clamorosi scenari per il 2050

Entro 38 anni ci ritroveremo senza grano e senza carne!

Questa volta le profezie Maya non c’entrano: nel 2050 il mondo sarà cambiato per davvero, o per lo meno quello alimentare: é di questi giorni infatti la notizia che nell’arco di 38 anni le coltivazioni di grano duro sono a rischio estinzione, causa surriscaldamento globale. Spaghetti, pane e pizza sono quindi a forte rischio: questo significherebbe la fine della vera cultura gastronomica italiana e non solo. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista statunitense “Newsweek”, su un articlo dal titolo emblematico: “the end of pasta”.
Secondo infatti gli studi del “Food Policy Research Institute”, USA, Canada, Cina, India e Russia saranno nel 2050 zone molto più calde rispetto ai nostri giorni; le produzioni di grano dovrebbero diminuire fino al 30% quasi, senza contare che negli ultimi 50 anni l’aumento di 0,55 gradi centigradi della temperatura ha già causato un calo in media del 5,5% della produzione Globale. C’è da dire per fortuna che l’ Italia è, per ora, uno dei pochi paesi ancora a non avere un trend negativo, con un incremento nella raccolta notevole nel 2012, in media del 16%.
Si sprecano a proposito studi sul mondo che sarà nel 2050: uno studio dell’agosto di quest’ anno dimostra che nel 2050 il mondo sarà anche senza carne. Con l’ aumento demografico infatti, sostiene il rapporto dello Stockolm International Water Institute, le risorse idrologiche del nostro pianeta non potranno più essere destinate ad abbeverare bovini ed ovini, e questo comportarà la loro parziale estinzione; per produrre un solo chilo di carne infatti servono migliaia di litri d’acqua: niente più bisteccate fra amici e barbecue all’aria aperta, nel 2050, oltre a dover diventare celiaci, dovremo diventare pure tutti vegetariani!

Articolo di Francesco Loggi

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