Cari tifosi italiani, non sarà un avventura…

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Convincente la prima uscita europea di Conte, che non lascia spazio ai dubbi: in rete Zaza e Bonucci, battuta la Norvegia

Non un fuoco che col vento può morire, ma vivrà quanto il mondo…”. Ah, quante volte abbiamo ascoltato e riascoltato questa canzone. Sempre lì, su quel mitico LP. Segnò l’escalation del sommo Lucio (Battisti, per intenderci). Correva il 1969, e guarda caso fu l’anno di nascita di un’altra eccellenza, il sommo Antonio, il condottiero (ex) bianconero adesso della Nazionale. E non c’è verso più leggiadro per connotare il suo avvio alla guida degli azzurri un sogno la prima, una favola il bis. E’ proprio vero, a nessuno piace perdere, tantomeno a lui. Figuriamoci poi alla prima uscita ufficiale, con i tre punti in ballo. E così è stato. Nella gelida Oslo, seconda prova di forza da parte dei nostri ragazzi contro la Norvegia un goal per tempo. Dal sapore bianconero (o quasi). Splendida l’azione che ha portato gli azzurri in vantaggio: lancio chirurgico di Bonucci sui piedi di De Sciglio, il terzino rossonero serve Zaza (dopo un doppio velo da parte di Giaccherini e Immobile) che da posizione defilata scarica un diagonale di sinistro che prende una strana traiettoria, complice una deviazione da parte di un difensore avversario, insaccandosi in rete. Per l’attaccante lucano (nativo di Policoro) prima gioia azzurra, dopo una prestazione superlativa contro l’Olanda. Raddoppio siglato nella ripresa da parte di Bonucci, colpo di testa su un assist al bacio di Pasqual. Protagonista assoluto nel match l’attaccante neroverde del Sassuolo. Tralasciando la marcatura nella prima frazione di gioco, tante belle giocate e iniziative da parte sua (una traversa e un’ipotetica rete salvata sulla linea di porta avversaria). Sembra trovarsi a meraviglia con Immobile, a quest’ultimo è mancato l’appuntamento con il goal. Non si può proprio parlare di Ital-Juve, molti giocatori devono apprendere i meccanismi adoperati dal tecnico salentino; ma se il buongiorno si vede dal mattino… I numeri parlano da soli: due partite giocate, quattro goal fatti e zero subiti. Con un duo nascente in avanti (Immobile-Zaza) e con un Conte in panchina in più, la delusione patita in Brasile è oramai alle spalle, il nuovo corso è iniziato. “Non un fuoco che col vento può morire”, ma qualcosa di più. Di una cosa siamo certo: “Non sarà un’avventura”…

Articolo di Paolo Rapisarda.

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