COLPA DELLE STELLE (e della sfortuna)
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“Colpa delle stelle”: non è una motivazione di natura astrologica ma una realtà terrestre che ha dato successo a John Green nel campo dell’editoria e a Josh Boone nel campo cinematografico.

In questo breve titolo si racchiudono tanti significati ed emozioni che stanno addolcendo il ritorno dalle vacanze per molti italiani. La pellicola, uscita il 4 settembre, è subito balzata in prima posizione nel box-office nel giro di pochi giorni e non ci sorprende affatto: preannunciato come “la storia d’amore più bella di tutti i tempi” e dal successo editoriale del libro ha subito ricevuto consensi da parte del pubblico per il suo genere a metà tra melodramma e love story e per il trattamento originale di un tema delicato come quello della malattia. In effetti quello che stupisce è il mix tra usuale e particolare,una storia d’amore tra due giovani (episodio abituale) uniti da una battaglia difficile: la lotta al cancro . Lei, Hazel Grace (Shailene Woodley), è una ragazza di 16 anni che è sopravvissuta ad un tumore alla tiroide mentre lui, Augustus Waters (Ansel Elgort), è un ragazzo di 18 anni che ha avuto un osteosarcoma che gli è costata una gamba amputata. I due miracoli si sono uniti in un meraviglioso incontro ai limiti della speranza che trasporterà la sensibile Hazel e il carismatico Gus in un originale amore in equilibrio tra il “per sempre” e il “presentismo”, tra il desiderio dell’eternità e la dura realtà. I personaggi si fanno subito amare per la loro genuinità e naturalezza a tal punto da creare un forte legame con gli spettatori, una rapida empatia che porterà il pubblico ad avere le medesime emozioni dei protagonisti. Per creare questa magica atmosfera sono stati adottati dialoghi brillanti e una buona dose di ironia che alleggerisce i momenti più traumatici. In 125 minuti ci troviamo immersi in un mondo “parallelo”, proviamo delle emozioni inedite, capiamo quanto vale la vita ma anche quanto può essere difficile e tragica. L’ingrediente segreto del successo sta proprio nella rappresentazione autentica della realtà senza piagnistei e pietismi. La storia segue la logica delle “carezze” e degli “schiaffi” perché ti fa vedere il colpo di fulmine ma anche le paure, ti fa capire che i desideri possono realizzarsi come quello di incontrare il tuo autore preferito ma che avranno un prezzo da pagare come dimostrerà la fine.
Insomma è un film riflessivo ancor prima che sentimentale adatto a chiunque concepisca il cinema come “casa delle emozioni”.

VOTO: 4/5
Mi piace: il modo di affrontare una tematica “forte” e
 l’interpretazione dei due protagonisti

Articolo di Luca Vincenzo Fortunato.

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2 pensieri su “COLPA DELLE STELLE (e della sfortuna)
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  1. Hai ragione ed é giusto sottolineare la forte empatia generata nello spettatore, obiettivo di qualsiasi pellicola, in particolar modo questa che tratta di un tema molto drammatico e difficile da rappresentare senza scadere nel banale.

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