Siamo…come scriviamo!

grafologia

Avreste mai pensato di poter conoscere voi stessi tramite la vostra calligrafia? Ebbene, la “Grafologia” ci insegna come dedurre la propria personalità in base a come scriviamo. Se siete pronti a ri-scoprirvi…prendete carta e penna!

La parola “Grafologia” deriva dal greco graphos (scrittura) e logos (trattato), per cui è una disciplina che fa propria l’arte di dedurre alcune caratteristiche psicologiche di un individuo attraverso la sua grafia. Molti sono ancora i dubbi, molti gli scettici che guardano con occhio critico e scarsa fiducia alla sua esecuzione. Una cosa è certa, però: ognuno di noi possiede un suo peculiare modo di scrivere, e a me come ad altri piace pensare che quel semplice tratto d’inchiostro sul foglio bianco, ricco di imprecisioni e svolazzi, non sia altro che l’estensione del nostro “Io” sul mondo. La scrittura, un semplice quanto mai complesso insieme di simboli, diventa quindi “proiezione” dei nostri aspetti interiori più autentici.

La Psicologia della scrittura, come viene definita, analizza il tratto: la pesantezza o leggerezza, la direzione curva o dritta, quanto siano netti i bordi e così via. Attraverso la presupposta analogia tra il carattere e il tratto, il grafologo è in grado di capire lo stato d’animo e l’aspettativa dello scrivente, il grado di spontaneità o meno con cui scrive, dato che spesso l’autore tende a mascherare la propria personalità imitando un modello. Il mondo della Grafologia è tanto vasto e complesso, che sarebbe impossibile trattarlo in tutti i suoi svariati aspetti, per cui mi limiterò a parlare di alcuni di questi, per stuzzicare l’interesse dei lettori..consideratelo come leggere la trama di un romanzo: un piccolo assaggio da approfondire!

La grandezza: chi ha una scrittura grande, sembra tenere se stesso in grande considerazione, è suscettibile e tende ad imporre agli altri il proprio modo di pensare; chi ha una scrittura piccola, al contrario, è modesto, serio, è caratterizzato da sostanzialità negli affetti e capacità di osservare con attenzione. Se è troppo piccola indica invece un complesso di inferiorità.

Il rigo: chi ha una scrittura ascendente ama le innovazioni, presenta una tensione verso il futuro, è ambizioso, creativo e ottimista; chi ha una scrittura aderente, invece, è realistico, non tenta di cambiare le cose, sul lavoro è collaborativo; una scrittura discendente, infine, indica una tendenza a sottovalutarsi, a dipendere dagli altri e a non far valere le proprie idee.

Gli spazi: chi scrive con spazi larghi, presenta un’ampia visione mentale, possiede senso critico ed è piuttosto obiettivo; gli spazi stretti, invece, indicano leggerezza, facile entusiasmo, impulsività e inclinazione per l’arte.

L’andatura: una scrittura lenta indica un temperamento calmo e pacato, un ritmo mentale e operativo costante e bisogno di serenità; una scrittura veloce, invece, denota impetuosità, velocità mentale, vivacità immaginativa e prontezza decisionale, oltre a spontaneità di cuore e generosità.

La chiarezza: chi scrive in modo chiaro, pensa e agisce con chiarezza e apprende con facilità; chi scrive in modo oscuro, al contrario, pensa e agisce in modo nebuloso, si accontenta dell’approssimativo.

La pendenza: ritengo questa caratteristica una tra le più interessanti. Attraverso la sua analisi si possono individuare i segni che indicano attrazione-avversione. Tre sono le tipologie trattate:

  • dritta: le lettere sono tutte, sostanzialmente, a 90° perpendicolari rispetto al rigo di base. Indica fermezza nel portare avanti i propri obiettivi, autocontrollo, forza di volontà e di iniziativa, riservatezza dettata dalla prudenza e determinazione nell’affrontare le situazioni, ma anche una certa freddezza nel tenere a bada i propri sentimenti.
  • pendente: gli assi laterali sono costantemente inclinati verso destra. Denota calore affettivo e cordialità, tenerezza e simpatia, intelligenza facile ad apprendere, ma anche scarsa capacità di approfondimento e carente obiettività nei giudizi.
  • rovesciata: gli assi laterali sono prevalentemente tutti inclinati a sinistra. Indica una tendenza all’isolamento, vergogna e timidezza dei propri sentimenti, cautela nell’apprendimento e tendenza ad indispettirsi, ma anche vivacità intellettiva a impronta fantastica (sebbene talvolta cupa).

Per concludere questo viaggio alla scoperta degli oscuri meandri della scrittura, qualche cenno sull’importanza della firma: essa indica la nostra identità sociale e presenta aspetti diversi a seconda di alcune sue caratteristiche: se è uguale al testo, ad esempio, indica equilibrio tra Io sociale e Io individuale, mentre se è diversa, indica un conflitto interiore e un comportamento differente nella vita privata e pubblica. Vengono poi analizzate altre svariate caratteristiche, come la grandezza, la leggibilità, la presenza di nome e cognome, la posizione e così via.

Che dire di più? A questo punto è lecito affermare che: “siamo…come scriviamo!”

Articolo di Sara Cremonini

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