C’era una volta… una fiaba per guarire…

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La fiaba-terapia per grandi e piccini.

L’origine delle fiabe si perde nella notte dei tempi. Gli antichi da sempre hanno intrecciato mito, realtà e leggenda, per trasmettere ai posteri le loro usanze, le loro imprese..la loro storia.

Nessuno poteva dire da dove fosse sorta la tal leggenda, nessuno poteva ricordare chi per la prima volta l’avesse raccontata. Ma questo non importava: ogni notte, bambini di ogni epoca ascoltavano rapiti le stesse fiabe che per secoli erano passate di voce in voce. E chi di noi non vorrebbe tornare bambino per riascoltarle prima di andare a dormire?

Ebbene, una storia non è solo per i più piccoli, ma anche uno strumento terapeutico molto efficace per gli adulti! Allenando l’immaginazione possiamo sempre creare un mondo parallelo a quello reale, in cui abbiamo la possibilità di trovare quelle risposte che solo l’inconscio può dare.

Nel suo libro “Guarire con una fiaba“, ce lo dimostra la Dottoressa Paola Santagostino, psicoterapeuta specializzata in medicina psicosomatica, una branca della psicologia che considera l’uomo come inscindibile unità psico-fisica: corpo e mente sono legati e l’emozione è spesso determinante nell’eziologia della malattia. Il metodo della fiabazione si basa sulla capacità della fiaba di dare volto e voce alle proprie dinamiche interiori, fisiche, emotive e relazionali, per esprimerle e chiarirle: la loro rielaborazione a livello immaginario permette di trovare nuovi equilibri e nuove soluzioni. Nella fiaba inventata è condensato il tempo: passato, presente e futuro. C’è traccia degli eventi passati che ci hanno segnato, della situazione presente e degli sviluppi futuri che scaturiscono da processi in corso.                                                                                                                                                                                                                   La struttura stessa della fiaba è adatta alla risoluzione di problemi: si presenta una situazione di equilibrio iniziale, in seguito una fase di crisi (vero “corpo” della fiaba) in cui emergono il protagonista, gli aiutanti e i nemici, e infine una fase di nuovo equilibrio, migliore di quello precedente.

I personaggi della fiaba sono figure tipiche, relegate nel loro ruolo di buone o cattive, e rispecchiano una simbologia precisa, che trae le sue radici dall’inconscio. Compito dello psicoterapeuta è saper individuare il significato nascosto di queste figure.

Nel metodo della fiabazione sono applicate le fiabe di magia, per cui troviamo:

La strega, figura femminile più distruttiva, imprigiona grazie ai suoi incantesimi, rappresenta il rischio di non riuscire a procedere verso una propria realizzazione;
La fata, figura femminile positiva, l’immagine idealizzata della madre buona, aiuta il protagonista a realizzarsi, trasmettendo conoscenza e potere;
La principessa e l’eroe, i protagonisti usuali che devono affrontare prove ed ostacoli per realizzare i propri obiettivi, sconfiggendo i nemici;
Il cattivo, l’alter ego dell’eroe, la sua ombra, come le sorellastre lo sono per la principessa.
La fiaba parte da una chiara rappresentazione delle tendenze potenzialmente pericolose dell’animo umano, per poi mostrarne la via del superamento. Spesso nelle fiabe dei pazienti compaiono anche degli animali, simbolo della forza istintuale dell’uomo, più lontana dalla coscienza razionale.

Ma arriviamo al dunque e presentiamo tutti i passaggi di questa “ricetta” per curare i nostri mali, secondo la Dottoressa Santagostino:

Il terapeuta chiede al paziente di inventare una fiaba sul momento, a voce o scritta;
Il paziente inconsciamente proietta nella fiaba le sue paure, i suoi desideri e il suo male: per questo la fiaba spesso si arresta in uno stato di impasse o finisce male;
Il terapeuta non deve suggerire la soluzione, ma degli “strumenti di facilitazione”, come introdurre un aiutante, invitare a esplorare l’immaginario alla ricerca di spunti, raccontare la storia all’indietro di tutti i personaggi;
La fiaba deve essere “coscientizzata” e interpretata per favorire la guarigione fisica: è sufficiente trovare una soluzione a livello immaginario, ma deve essere trovata prima che siano stati effettuati collegamenti tra la vicenda della fiaba e la realtà.
La magia della fiaba è questa: se viene trovata una soluzione al problema dei protagonisti, allora è acquisita la predisposizione mentale per attuare la soluzione nel mondo reale.

Non serve essere scrittori, la fiaba è già scritta, è la nostra vita, basta guardare dentro di noi e conoscere ciò che diamo per scontato, senza capirne la complessità: noi stessi. Quindi, penna alla mano!

Articolo di Sara Cremonini.

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