Conte, è lui l’uomo giusto per la Nazionale

“Sono sulla panchina sulla quale vorrebbero stare tutti gli allenatori, è un orgoglio che Tavecchio abbia pensato a me”, queste le parole di Antonio Conte, da ieri nuovo commissario tecnico della Nazionale.

E’ il trionfo di Carlo Tavecchio, che ha fortemente voluto l’ex tecnico bianconero sulla panchina azzurra. Il merito del neo-presidente federale è stato quello di ingaggiare l’allenatore italiano migliore sulla piazza in questo momento, capace con la Juventus di vincere tre scudetti in tre anni. Conte è infatti riuscito a riportare ai vertici del calcio italiano i bianconeri dando loro un gioco, una mentalità vincente, uno spirito di gruppo, entrando in piena sintonia con la società. E’ proprio quando questo rapporto è venuto a mancare, che Conte ha deciso di dimettersi, e accettare dopo solo 35 giorni la panchina azzurra.

Il leccese dovrà ripartire da zero, ricompattare una nazionale uscita a pezzi dal mondiale in Brasile. Il nuovo ct dovrà però lavorare in modo del tutto diverso da come faceva alla Juventus, non potendo contare sul lavoro quotidiano ed il rapporto giornaliero con i giocatori. Sarà proprio questo l’ostacolo principale per il tecnico, abituato all’allenamento costante, e ad un contatto continuo con i calciatori. A Conte servirà sicuramente tempo, la cosa sicura è che il tecnico cercherà in ogni modo di dare alla squadra una mentalità vincente, ma anche il rigore e la disciplina che è mancata in Brasile. Per farlo il leccese ripartirà dal blocco Juventus, con il classico 3-5-2 (almeno inizialmente), con Pirlo al centro del progetto. Conte non sarà un semplice selezionatore, infatti oltre a prendere in mano la panchina azzurra, sarà anche il coordinatore delle selezioni giovanili, ruolo occupato in precedenza da Sacchi. Questo gli permetterà di avere una visione delle cose a 360 gradi, proprio come ha ribadito in conferenza stampa. Alla presentazione, Conte ha dichiarato di privilegiare gli uomini veri, che secondo il tecnico sono quelli che ti fanno superare le difficoltà: un chiaro avvertimento a Balotelli, fino a prima del mondiale il vero punto fermo della nazionale. L’impressione è che “Super Mario” dovrà cambiare il suo atteggiamento, dimostrare di essere maturato, cresciuto, per rimanere al centro del progetto azzurro.

Conte avrà quindi il compito di riportare la Nazionale più in alto possibile, dimostrare di essere un vero leader, un condottiero, anche fuori dalle mura di Torino. Se riuscirà nel suo intento, gli accostamenti ai “mostri sacri” come Bearzot, Lippi, Sacchi, non saranno più utopia. Il primo banco di prova per il nuovo ct sarà a Bari, dove la nazionale il 4 settembre affronterà in amichevole l’Olanda. Ai posteri l’ardua sentenza….

Articolo di Andrea Celesti

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