Italia, è ora di usare i giovani !

 

Immobile-e-Verratti

Il calcio italiano è ormai in piena crisi. Il livello del nostro campionato si è abbassato notevolmente. Lo dimostrano i risultati dei club italiani in Europa(nessuna squadra tra le prime otto nell’ultima Champions League), e della Nazionale ai recenti mondiali in Brasile (eliminata alla fase a gironi).

Perchè tutto questo?

C’è da dire che la nostra nazionale è rimasta ferma al trionfo mondiale del 2006, non ha avuto quel ricambio generazionale sperato, tanto che i reduci di quella vittoria (Buffon, Pirlo e De Rossi) sono stati i migliori nell’ultimo mondiale. La causa principale di questo è il mancato investimento sui settori giovanili. In questi anni il campionato italiano si è riempito di stranieri di basso livello, con i nostri giovani mandati a fare esperienza nelle serie minori, o venduti all’estero. Molto di tutto ciò dipende anche dagli allenatori che usano troppo poco i giovani e preferiscono calciatori di esperienza, spesso perchè messi sotto pressione dalla stampa, che chiede loro risultati immediati. Nei campionati esteri, gli allenatori sono liberi di lavorare con tutta tranquillità, hanno il coraggio di schierare giovani anche dal primo minuto. L’esempio più emblematico è quello della Spagna, dove si presta molta attenzione al settore giovanile. Ne è un modello la cantera del Barcelona, da cui sono usciti campioni come Xavi, Iniesta, Puyol, da citare è anche il nome Lyonel Messi che ovviamente non gioca nella nazionale spagnola ma cresciuto pure lui in quella fucina di fenomeni, che tanto bene hanno fatto con il club e con la nazionale. Il trionfo dei tedeschi agli ultimi mondiali, è anche merito del cambio di mentalità che c’è stato dopo la sconfitta agli europei in Belgio: nuovi stadi di proprietà, grande attenzione ai bilanci, e soprattutto tanti giovani fatti crescere. La squadra ammiraglia di questo movimento è sicuramente il Borussia Dortmund, che dopo aver sfiorato il fallimento nel 2006, ha cominciato ad investire sui giovani in casa, riuscendo ad approdare in finale di Champions League nel 2012.

Per tornare ai vertici l’Italia deve prendere esempio da queste realtà. Ci vuole maggiore coesione tra federazioni e club. Importante è abbinare gli investimenti della prima squadra a quelli per la primavera. Ci sono tanti giovani talenti in serie B pronti ad approdare nella massima serie, perché  allora comprare all’estero? I giovani sono il futuro, bisogna avere più coraggio nel farli giocare,  non possiamo metterli al patibolo per una partita sbagliata. Basta vedere i risultati delle nostre nazionali giovanili, sono incoraggianti, secondo posto all’europeo Under 21 alle spalle della Spagna. Ci vuole sicuramente un cambio di mentalità, perché, va bene che possiamo tesserare gli oriundi, ma di certo non dobbiamo farne una regola fissa. Il vero bandolo della matassa però sarà cambiare questa nostra mentalità tradizionalista, fatta di persone che stanno dentro questo mondo da tanto troppo tempo, un mondo che non amano ma ci stanno solamente per interessi, e questo lo dimostra l’elezione di Tavecchio. Passerà ancora del tempo prima di riuscire a migliorarci sotto questo punto di vista, per adesso speriamo in questo nuovo Comandante, intanto vi lascio solamente ad un “agghiaggiande” saluto.

Articolo di Andrea Celesti.

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